Elezioni comunali non comuni

Le prossime elezioni comunali del 15 e 16 maggio ci regalano situazioni particolari, a volte paradossali ma sempre in linea con il costume italiano, con il nostro modo di affrontare anche gli eventi più importanti con leggerezza e fantasia, riportando il tutto ad un livello quasi prettamente ludico. 
Aggiornamento al 27/04/2011: Segnaliamo anche il caso del comune di Propata che ha ben 53 candidati sindaco su 137 residenti (15 stabili).



A meno di un mese alle elezioni la macchina elettorale è in piena funzione. 
Appena definite le candidature, ogni candidato, anche il più pigro, entra in concorrenza spasmodica con gli altri concorrenti alla poltrona di sindaco.

Non c'è cosa più umiliante per un cittadino elettore pensante dell'assistere ai goffi tentativi dei candidati    di convincerlo a votare per lui e per il proprio schieramento.

Di fatto ad ogni elezione le campagne elettorali diventano sempre più carenti di contenuti, dibattiti e propositività.

I candidati puntano tutto sul superarsi a livello quantitativo, tralasciando decisamente il lavoro intorno la qualità della propria persona e del proprio programma. 

La gara pre-elettorale si gioca sul manifesto elettorale affisso in più dell'avversario, sull'accaparrarsi il maggiore spazio possibile su ogni tipologia di media, che sia la televisione locale o quotidiani. Ogni politico in corsa per qualche poltrona ha il suo dominio, che riempe di slogan elettorali, salvo lasciarlo morire nel tempo.

Ritengo che questa prassi sia offensiva, perchè l'abbassamento qualitativo delle campagne elettorali sottintendono un abbassamento qualitativo del targhet al quale le campagne sono rivolte, ovvero i cittadini. 

La fastidiosa impressione che si ha è quella di sentirsi trattati come delle specie di automi dove allo stimolo "manifesto elettorale" rispondiamo "voto la faccia che ho visto più frequentemente nei manifesti".

Praticamente il principio di "stimolo e risposta"  spiegato da Pavlov con il comportamento del cane, i politici lo stanno applicando a noi cittadini aventi diritto di voto.

Poi ci sono le situazioni strutturali che non ti spieghi, alle quali, se non ti ricordassi di stare in Italia, proveresti anche a dare una spiegazione 

Sul Secolo XIX di ieri è riportato il simpatico caso del comune di Testico.
Il prossimo 15 e 16 maggio come in altri comuni italiani, gli abitanti di Testico saranno chiamati a scegliere il loro nuovo sindaco tra 4 candidati.  Tutto normale se non fosse per il fatto che gli abitanti del comune sono appena 250 e gli aventi diritto al voto naturalmente  ancora meno. 
I candidati sono 4, anche se in realtà due sembrano essersi candidati nella speranza che nessun altro avesse la loro idea, in modo tale da vincere per mancanza di oppositori. Nessuno dei 4 candidati risiede comunque in Testico e per la cronaca i due candidati in lotta per la carica di sindaco sono Sandro Gagliolo e Romolo Laureri.
Questo esempio di comune ricco di candidati ma povero di abitanti mi ha fatto venire in mente il caso di Barchi. Anche il comune di Barchi è interessato dalle elezioni di maggio.
A differenza di Testico qui gli abitanti sono un pò di più, un migliaio, e di candidati a sindaco ce nè solo uno, Sauro Marcuci, che come la particella di sodio della nota pubblicità vive in completa solitudine questa campagna elettorale. Con l'entusiasmo di uno scalatore inseguito da rivali fantasma, il suo unico obbiettivo è quello di raggiungere il 50+1 di votanti, quota che gli permetterebbe di vedersi investire nuovamente della carica di sindaco.
L'impressione che si ha è che basta informarsi un attimo per scoprire che ci sono diversi comuni con situazioni decisamente particolari se non paradossali.
Dai comuni minuscoli ma  ricchi di candidati ai comuni come quello di Barch,i dove il candidato alla carica di sindaco è uno solo. 

I comuni che andranno al voto sono in questa tornata elettorale circa 1.300. Tra questi più di 120 si presentano a questa data commissariati. Il dato è molto meno preoccupante se prendiamo in esame la totalità dei comuni(non solo quelli che andranno al voto questo maggio). Ne deriva un idea delle giunte comunali deperibili, che tendono troppo spesso a concludersi prima della loro data di naturale scadenza. 

Chi parla di limitare comuni  e province forse non sbaglia. Di certo si limiterebbero il numero di orrori, ma non la percentuale sul totale. Applicando il principio alla sua massima potenza potremmo trovarci ad avere anche il governo commissariato e probabilmente l'unico problema è che sarebbe solo fino alle prossime elezioni.


27/04/2011:  Segnaliamo anche il caso del comune di Propata che ha ben 53 candidati sindaco su 137 residenti (15 stabili).


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