IL tema della sicurezza urbana è tornato al centro del dibattito pubblico. Ma cosa pensano davvero gli italiani? Quanto si sentono sicuri nelle proprie città e nelle proprie case? E come giudicano le recenti misure restrittive?
I dati che analizziamo provengono dal sondaggio Demopolis – Istituto di Ricerche, realizzato per Otto e Mezzo (LA7) tra il 10 e il 12 febbraio 2026 su un campione rappresentativo di 2.000 italiani maggiorenni
Sicurezza percepita nella propria città
Il primo dato fotografa una situazione di forte equilibrio, ma con una leggera prevalenza di chi si sente sicuro.
Il 52% degli italiani dichiara di sentirsi molto o abbastanza sicuro nella città in cui vive, mentre il 48% si sente poco o per niente sicuro.
Questo significa che quasi un italiano su due vive una percezione di insicurezza urbana, un dato che riflette un clima di preoccupazione diffuso.
Sicurezza percepita nella propria casa
La percezione cambia sensibilmente quando si parla dello spazio domestico.
Il 70% degli intervistati si sente molto o abbastanza sicuro nella propria casa, contro un 30% che si sente poco o per niente sicuro.
La casa resta quindi percepita come uno spazio di protezione, anche se il fatto che tre persone su dieci non si sentano pienamente sicure nemmeno tra le mura domestiche è un segnale significativo.
La sicurezza è aumentata o diminuita?
Alla domanda sull’andamento della sicurezza negli ultimi anni emerge un dato chiaro: prevale la percezione di peggioramento.
Il 53% ritiene che la sicurezza nella propria città sia diminuita, il 40% pensa sia rimasta uguale, mentre solo il 7% crede sia aumentata.
La narrazione dominante, quindi, è quella di un deterioramento progressivo, più percepito che necessariamente misurato, ma comunque molto radicato nell’opinione pubblica.
Il giudizio sul divieto di porto di coltelli ai minori
Un altro elemento interessante riguarda il giudizio su una misura restrittiva: il divieto esteso ai minori di porto di coltelli o strumenti con lama affilata, punito con reclusione e sanzioni amministrative.
Qui il consenso è netto. L’80% degli italiani giudica la misura giusta, il 12% la ritiene sbagliata, mentre l’8% non esprime un’opinione.
Il dato suggerisce che, di fronte a una percezione di insicurezza crescente, l’opinione pubblica tende a sostenere interventi normativi più severi, soprattutto quando riguardano i giovani.
Cosa ci raccontano questi numeri
Dall’analisi emergono tre elementi chiave:
La sicurezza urbana divide quasi a metà il Paese
La casa resta un rifugio, ma non per tutti
La percezione di peggioramento è più forte della percezione di stabilità o miglioramento
In parallelo, cresce la richiesta di regole chiare e sanzioni severe, come dimostra l’ampio consenso verso il divieto di porto di coltelli ai minori.
Il tema della sicurezza non è solo statistico, ma profondamente emotivo e culturale. Le politiche pubbliche dovranno quindi confrontarsi non solo con i dati oggettivi sulla criminalità, ma anche con la percezione soggettiva dei cittadini, che oggi appare segnata da una diffusa sensazione di vulnerabilità.
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Metodologia del sondaggio
Istituto di ricerca: Demopolis – Istituto di Ricerche
Committente: Otto e Mezzo (LA7)
Acquirente: LA7
Periodo di realizzazione: 10-02-2026 / 12-02-2026
Popolazione di riferimento: popolazione italiana maggiorenne
Estensione territoriale: nazionale
Campionamento: campione probabilistico, statisticamente rappresentativo, stratificato per genere, età e area di residenza
Metodo di raccolta: CAWI-CATI per la somministrazione del questionario
Numerosità campione: 2.000 interviste complete, su 5.600 contatti totali
Margine massimo di errore: 3%
Nota: le percentuali sono calcolate in assenza dei “non sa”, con quote di non risposta indicate domanda per domanda





